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La missione e gli obiettivi del Piano di Sviluppo Locale "Sibilla" PDF Stampa E-mail
Scritto da galsibilla   
lunedì 02 settembre 2002

03-09-2002

La missione e gli obiettivi del Piano di Sviluppo Locale "Sibilla"

La lettura delle condizioni di contesto generale, effettuata nel periodo di preparazione del PSL, ha consegnato l’impressione di una scarsa consapevolezza del ricco patrimonio presente sul territorio, cui ha corrisposto una interpretazione della missione del Piano come:
- Strumento per la percezione delle opportunita’, vale a dire la capacità, a fronte di condizioni favorevoli, di intraprendere azioni nuove, migliorare quelle esistenti, intuire gli spazi che si aprono e riconoscere quelli che rimangono sterili.
- Strumento per il coordinamento e l’integrazione istituzionale nell’ambito di una prima consapevole esperienza di programmazione unitaria.
- Strumento normativo e modello per la qualità, ovvero costituito da un insieme di azioni che da un lato, affiancano le politiche strutturali e forniscono un contributo al processo di adeguamento del territorio nella direzione della qualità, dall’altro producono informazione, indirizzo e coordinamento affinchè gli operatori pubblici e privati attivino le risorse disponibili necessarie agli investimenti.

Gli obiettivi del Piano di Sviluppo Locale "Sibilla"

Con la redazione del PSL Sibilla viene esplicitato il suo sistema di obiettivi e di relazioni con il sistema di obiettivi del Docup Leader Plus da cui si evince che il GAL Sibilla partecipa al raggiungimento dell’obiettivo generale del PLR “Promuovere strategie originali di sviluppo integrate” attraverso il tema catalizzatore “Valorizzazione delle risorse naturali, culturali e delle produzioni locali” e le seguenti linee strategiche prioritarie:
- interventi a favore di una programmazione unitaria e coordinata;
- consolidamento della qualità diffusa;
- creazione di un sistema di attrattori.

Si tratta in realtà di operare in coerenza con le attuali strategie di sviluppo per il mondo rurale ove l’integrazione di tutte le attività economiche e sociali e la sostenibilità ambientale rappresentano condizioni ed obiettivi al tempo stesso. La coerenza del tema scelto con le caratteristiche e le vocazioni dell’area, ovvero con le risorse esistenti e i bisogni latenti ed espressi, sono evidenti rispetto al contesto produttivo, agricolo ed extragricolo; altrettanto conseguente è l’attenzione del Piano nei confronti del patrimonio naturale e culturale oggetto di valorizzazione. La presenza di un’area protetta di rilievo nazionale come il Parco dei Monti Sibillini, come pure la presenza di altri ambiti sottoposti a regimi di tutela rende più precisi i contenuti del PSL ben sapendo che le potenzialità insite nelle politiche di sviluppo sostenibile, in presenza di contesti di elevata valenza ambientale, si arricchiscono di un concreto vantaggio competitivo, capace di fronteggiare le debolezze e le criticità del territorio. In questa logica e in questi contesti le strategie di sviluppo sono state dirette in particolare e prioritariamente verso:
- la diversificazione e l’innovazione del tessuto produttivo, verso nuove idee di sviluppo imprenditoriale, verso l’incentivazione della qualità, la qualificazione delle risorse;
- la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio che passa naturalmente attraverso una gestione adeguata, un’ottimale fruibilità, una dotazione di servizi ed infrastrutture complementari allo sviluppo del turismo, attraverso il rafforzamento dell’immagine dell’area, il miglioramento dei servizi, la qualificazione delle strutture e degli operatori, il coordinamento dell’offerta;
- il miglioramento dei servizi alla popolazione e alle imprese, del trasporto, dei servizi assistenziali e sociosanitari, grazie anche all’introduzione di tecnologie informative e di comunicazione.
In particolare il Piano di Sviluppo Locale “Sibilla” non sviluppa nello stesso modo tutti questi aspetti, sia per evidenti ragioni connesse al budget disponibile sia, soprattutto, per opportunità di metodo. Il partenariato consultato ed ascoltato in sede di concertazione, anche allargata a soggetti non facenti parte della base sociale, ha infatti espresso esigenze di concentrazione delle risorse su alcuni temi, maggiormente sentiti e condivisi che hanno, naturalmente, condotto alla scelta del tema catalizzatore. In particolare, accanto ad una comune consapevolezza che il territorio nel suo insieme, considerato come luogo di incontro di risorse materiali ed immateriali, è la vera ricchezza dell’area, è emersa una volontà di indirizzarsi nel territorio Leader con decisione, potenziando quanto sino ad ora fatto, verso strategie turistiche, capaci di veicolare una molteplicità di prodotti e fattori locali. Si tratta naturalmente di un turismo che adotta modalità “soft” di intervento e che identifica, appunto, il suo miglior “prodotto” nel territorio, adoperandosi, pertanto a tutelarlo, monitorarlo, progettare strategie che valorizzino le specificità senza distruggerle. E’ possibile quindi individuare nella valorizzazione a fini turistici delle risorse dell’area il tematismo principale del piano e in questa direzione vengono previsti investimenti ingenti che naturalmente, per il carattere integrato del turismo rurale, hanno ricadute su una molteplicità di settori dell’economia locale. Nel complesso le strategie del GAL Sibilla possono essere sintetizzate utilizzando le suddette linee di intervento in cui si articola:

a) Interventi a favore di una programmazione unitaria e coordinata.
Nell’obiettivo di cogliere l’opportunità dell’ampio tavolo di concertazione istituito all’interno del partenariato del GAL e riconoscendo valenza di area-progetto al territorio delimitato ai fini Leader, il Piano favorisce, attraverso l’avvio di azioni prevalentemente immateriali, la definizione di linee di intervento coordinate tra le diverse amministrazioni locali, Comunità Montane, Ente Parco, Comuni, finalizzate alla valorizzazione turistica dell’area. Gli interventi previsti a questo fine dal PSL risultano fondamentali per l’efficacia dell’azione degli Enti in quanto fondandosi sulla realizzazione di una banca dati delle risorse e degli investimenti effettuati sul territorio, facilitano la realizzazione di iniziative di sviluppo attraverso fasi concertative e di studio, per concludersi nell’azione strategica della costruzione del Master Plan Turistico dell’Area. Gli interventi sono strettamente connessi tra di loro e finalizzati alla restituzione di un Programma per la valorizzazione dell’area. Tale progetto, peraltro si inserisce opportunamente all’interno dell’attuale fase di ricerca di un nuovo assetto del settore turistico, conseguente alle recenti innovazioni legislative. L’azione del GAL in termini di offerta e domanda turistica consente di anticipare la predisposizione di strumenti di piano e modalità operative che si dovranno confrontare e coordinare con gli ambiti che sono stati individuati quali Sistemi Turistici Locali.

b) Interventi a favore del consolidamento della qualità diffusa.
Il Piano, come già esplicitato in precedenza, interviene a sostegno di interventi pubblici e privati in particolare favorendo una più estesa e più consapevole diffusione della qualità sia all’interno delle aziende e delle imprese in relazione alle loro specifiche produzioni, sia in termini di servizi. Tale percorso viene effettuato attraverso iniziative di diversificazione delle attività e dell’offerta delle singole imprese e di integrazione tra le diverse categorie di operatori. Gli interventi di aiuto diretto sono sostenuti da una riflessione normativa che si concretizza nella redazione di standard dell’offerta il cui valore prioritario, in questa fase ancora non strutturata del sistema turistico dell’area, non può essere impositivo ma certamente sarà didattico-formativo, obiettivo possibile da raggiungere attraverso una capillare sensibilizzazione degli operatori e trasmissione di modelli di eccellenza verso cui protendere.
In relazione ai diversi settori gli obiettivi assunti e le strategie adottate possono essere così sintetizzate:
b1) Agricoltura.
Gli interventi previsti sono finalizzati:
- all’incremento della competitività delle aziende agricole dell’area attraverso lo sviluppo della multifunzionalità. In particolare, la diversificazione si indirizza verso attività di turismo rurale, anche in forme innovative, tendenti a stabilire rapporti diretti tra agricoltori e cittadini-consumatori; sempre nella direzione della diversificazione si inserisce il progetto inerente la verifica della possibilità di riconversione colturale di aziende tradizionali verso colture alternative.
- alla valorizzazione e promozione delle produzioni tipiche agroalimentari, attraverso la diffusione e l’adozione di standard di qualità inerenti le tecniche di produzione, di trasformazione e di confezionamento, dalla preparazione alla commercializzazione. Si tratta di un intervento strategico dove alla ricchezza delle produzioni e delle tradizioni non corrisponde una riconoscibilità dei prodotti, se si escludono le poche denominazioni oggi presenti, né forme adeguate di valorizzazione. A sostegno delle produzioni tipiche, inoltre, il Piano prevede un’azione di sperimentazione, attuata attraverso uno stretto contatto tra Centri di ricerca e produttori, teso a favorire la conservazione in situ di varietà tradizionali soggette ad erosione genetica recuperando saperi e pratiche agrarie tradizionali e legate alle produzioni di qualità e all’agricoltura biologica;
- alla qualificazione degli operatori attraverso erogazione di consulenze specialistiche rivolte a favorire l’accesso ai mercati da parte delle imprese agricole e agroalimentari; all’innovazione di prodotto e di processo; al miglioramento del rapporto tra produzione e ambiente.
b2) PMI e imprese artigiane.
Gli interventi previsti dal PSL a favore delle piccole imprese dell’area, si indirizzano verso l’individuazione dei fattori di competitività che possano contribuire al consolidamento del sistema, segnato da debolezze ancora maggiori di quelle medie della Provincia. In particolare, per quanto concerne gli aiuti alle imprese, l’azione del PSL, sarà finalizzata alla riduzione dell’impatto ambientale. Il Piano, inoltre, prevede di qualificare e consolidare il sistema delle piccole imprese locali attraverso l’acquisizione di consulenze tecnico-specialistiche relative alle tecniche di marketing, di comunicazione, di formazione manageriale, soprattutto finalizzata al problema del ricambio generazionale.
b3) Turismo, agriturismo e risorse culturali.
E’ stato già evidenziato come la valorizzazione in chiave turistica delle risorse presenti sul territorio rappresenti la strategia prioritaria del GAL. Le necessità di ampliare la capacità ricettiva dell’area, estremamente carente se si escludono alcuni comuni che risentono di una domanda non direttamente connessa al mercato turistico, vengono sviluppate dal PSL solo in termini di Studi di fattibilità al fine di evitare sovrapposizioni con altri strumenti di programmazione regionale. Il PSL, al contrario, interviene in modo compiuto sul piano del miglioramento della qualità, attraverso, da un lato, la redazione di standards qualitativi dell’offerta ricettiva e dell’accoglienza turistica, dall’altro, attraverso il sostegno alla realizzazione di servizi complementari all’offerta ricettiva. Strettamente connessi con le finalità turistiche del Piano risultano, inoltre, gli interventi a favore del ricco sistema museale al quale, attraverso la ricerca di nuove acquisizioni, si vogliono attribuire nuovi e più originali contenuti.

c) Nascita di un sistema di attrattori.
Dall’analisi del contesto è inoltre emerso, quale principale problema dell’area, l’assenza di elementi di forte carica attrattiva, capaci di rappresentare un’offerta unica ed esclusiva del nostro territorio e quindi vincente sul mercato. Abbiamo già fatto riferimento alla presenza diffusa di risorse ambientali, culturali, tradizionali senz’altro di pregio che tuttavia, allo stato attuale, non si configurano ancora come “prodotti turistici”. Al raggiungimento di questo obiettivo concorre la presente misura, intervenendo sulla definizione di un’immagine unica e riconoscibile del territorio e individuando elementi di attrazione e di richiamo di dimensione sovralocale. In particolare, si considera che una forte carica innovativa, protesa verso la definizione di un’immagine riconoscibile dell’area, appartenga al progetto complesso finalizzato alla promozione del territorio, con evidenti ricadute in termini di innalzamento della qualità. Lo stesso sforzo verso la nascita di condizioni di forte carica attrattiva si ritrova inoltre nell’azione finalizzata alla sperimentazione di un’ipotesi di distretto rurale, nella quale si prevede di individuare, verificare la fattibilità e rendere concreti accordi per la creazione di quello che viene definito dalle politiche comunitarie il futuro per lo sviluppo delle aree rurali.

 
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