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Politica di sviluppo rurale 2007-2013 |
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Scritto da galsibilla
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giovedì 31 agosto 2006 |
01-09-2006
Politica di sviluppo rurale 2007-2013
Il 20 febbraio 2006 il Consiglio agricoltura ha adottato una serie di orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale - cinque mesi dopo l'adozione del regolamento del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
Tali orientamenti definiscono un approccio strategico e una gamma di opzioni delle quali gli Stati membri possono avvalersi nell'elaborazione dei loro piani strategici nazionali e nei programmi nazionali di sviluppo rurale.
Con la riforma della politica agricola comune è aumentata notevolmente l'importanza del ruolo dello sviluppo rurale nell'aiutare le zone rurali a far fronte alle sfide economiche e socio-ambientali del XXI secolo. Le zone rurali occupano il 90% del territorio dell'UE allargata e il nuovo regolamento amplia le possibilità di ricorso ai finanziamenti dello sviluppo rurale per promuovere la crescita e creare posti di lavoro nelle aree rurali – in linea con la Strategia di Lisbona – e per migliorare la sostenibilità – in linea con gli obiettivi di sostenibilità fissati a Göteborg.
La futura politica di sviluppo rurale 2007-2013 si incentrerà su tre settori di attività, in linea con i tre assi tematici tracciati dal nuovo regolamento sullo sviluppo rurale: miglioramento della competitività dell'attività agricola e silvicola; ambiente e paesaggio rurale; miglioramento della qualità della vita e diversificazione dell'economia rurale. Un quarto asse denominato "Leader" basato sull'esperienza delle iniziative comunitarie Leader apre nuove possibilità di approcci locali allo sviluppo rurale che si muovono dal basso verso l'alto.
Il nuovo periodo di programmazione rappresenta un'opportunità unica per rifocalizzare sulla crescita, sull'occupazione e sulla sostenibilità il sostegno erogato dal nuovo Fondo per lo sviluppo rurale.
Ad avvenuta definizione del quadro giuridico europeo, gli Stati membri possono ora elaborare i rispettivi piani strategici nazionali e programmi di sviluppo rurale prima di presentarli alla Commissione europea.
Per ciascun gruppo di priorità, gli orientamenti strategici comunitari propongono le azioni chiave da realizzare. Gli Stati membri elaboreranno le rispettive strategie nazionali di sviluppo rurale in base a sei orientamenti strategici comunitari finalizzati a:
- individuare i settori in cui l'erogazione del sostegno comunitario allo sviluppo rurale crea il massimo valore aggiunto a livello comunitario;
- correlarsi alle principali priorità dell'Unione (Lisbona, Göteborg);
- garantire la coerenza con le altre politiche dell'Unione, in particolare con le politiche di coesione e dell'ambiente;
- accompagnare l'attuazione della nuova politica agricola comune orientata al mercato e la necessaria ristrutturazione sia nei nuovi che nei vecchi Stati membri.
I sei orientamenti strategici sono:
- Migliorare la competitività dei settori agricolo e forestale
- Migliorare l'ambiente e il paesaggio rurale
- Migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione
- Costruire la capacità locale di occupazione e diversificazione
- Tradurre le priorità in programmi
- Garantire la complementarità tra gli strumenti comunitari.
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